Villains LTD

 

#32

ON HER MAJESTY’S SECRET SERVICE

 

Bunker di Emergenza della Villains LTD

Il rumore del teletrasporto è lento e sordo; ci vogliono più di trenta secondi per materializzare le due persone, senza giochi di luce elaborati o effetti sonori strani.

Quando ha terminato, nella stanza appare una donna bionda in tailleur nero con minigonna, intriso di sangue. Appartiene all’uomo di mezz’età che sta sorreggendo… il professor Augustus DeCeyt, alias l’Imperatore del Crimine, alias pietra focale della Villains LTD.

In qualità di quarto super-criminale più ricercato del mondo ed aspirante miglior pianificatore del pianeta, non poteva trascurare la pur remota possibilità di perdere in rapida successione due basi principali e la Sede Provvisoria.

Miss Link adagia il suo corpo sul pavimento, lanciando dalle mani una scarica di energia luminosa per distruggere i circuiti del sistema di teletrasporto.

-Così non ci seguiranno… professore ? Ha smesso di sanguinare… è pallido come un…

Trascura volontariamente il pensiero, aprendo a calci la porta e trascinando fuori il suo capo.

-Un medico, cazzo !!! E’ scattato l’allarme generale, non avete sentito !?!?

Nella piccola installazione si sente l’eco dei passi affrettati dello staff medico che sta correndo verso la sala teletrasporto… aspettandosi sì un ferito grave, ma non avendo il minimo sospetto che potesse essere l’Imperatore in persona.

-Che gli è successo ? Quanto sangue ha perso… da quando è privo di conoscenza ? – chiede in rapida successione il medico capo mentre un infermiere carica il corpo su una barella.

-Gli hanno tagliato la gola. Avrà perso, non lo so, un litro o due ? Ci ho messo venti minuti ad attivare manualmente il trasporto…era tutto bloccato…

-Faremo tutto il possibile – è la risposta di rito, ma alla donna non basta.

Afferra per il collo il dottore, illuminando le mani e fissandolo negli occhi.

-Forse non lo hai capito, ma questo è l’Imperatore. Se hai anche il minimo dubbio che possa sopravvivere…

-N-no… s-si riprenderà… davvero… ora mi lasci… lavorare…

La morsa si allenta, ed i medici si sbrigano a portare il prezioso paziente nell’unica sala operatoria dell’installazione.

Miss Link li guarda allontanarsi, passando poi a fissare la lama che ha estratto dalla gola del suo principale. Un normale coltello da cucina… se non fosse per il fatto che sulla lama sono stati incisi dei numeri: 03091796.

-E’ recente. Un codice ? Una data ? DeCeyt è fissato con la storia… che è successo nel 1796 ?

Mentre si interroga, miss Link nota un altro oggetto recuperato dalla vecchia base che ora giace a terra… una grossa spilla con cinque V incise. I gradi dell’Imperatore.

Li raccoglie, assaporando il momento con un misto di orgoglio e paura.

Tutti gli altri agenti a quattro gradi sono stati assassinati. In attesa del ritorno di DeCeyt, spetta a lei guidare la Villains LTD.

-Imperatrice del Crimine a qualsiasi agente ancora in ascolto: da questo momento, il Protocollo Waterloo è da considerarsi attivo.

 

Camera Oscura

La porta blindata si apre, e la ragazza che ha pugnalato DeCeyt si avvicina con passo fiero al grosso cubo nero. Tra le mani ha il prezioso casco viola dell’Imperatore, e lo depone davanti al lato del cubo con un grosso pallino rosso sangue.

-L’Imperatore è morto, Flagello Nero.

-Ottimo. Lavoro. Radar. Rapporto.

-Shades ed il Laser Vivente sono stati eliminati. Switch, Turbine ed Insomnia sono in ritirata. Eclisse e Slim Snake sono sfuggiti alla cattura, ma una squadra di Marasso è in caccia. Speed Demon è nostro prigioniero.

-Come. Procede. La. Loro. Resistenza ?

-Dreadface e l’Uomo Radioattivo sono gli unici agenti sul campo ad esserci sfuggiti. Miss Link comanda le poche forze rimaste, ma non ha mezzi di comunicazione. Slowdown è si sta occupando della demolizione delle loro ultime basi conosciute.

-Non. Basta. Uccidete. Tutti. Gli. Agenti. Subito.

-Meritano di soffrire molto di più, per aver servito DeCeyt.

-Esegui. I. Miei. Ordini. A. Nessun. Agente. Deve. Restare. Una. Possibilità. Di. Sopravvivenza.

 

Kiev, Ucraina

Nell’antica capitale europea, due dozzine di robot in sembianze metà rettili stanno perlustrando ogni angolo alla ricerca di un’unica vittima.

Il panico si diffonde rapidamente, rallentando le ricerche. Mentre decine di persone scappano rapidamente dalla stazione ferroviaria, e tutte le forze speciali del paese si avvicinano rapidamente al luogo, una anziana donna che sembra reggersi a malapena in piedi cammina verso l’entrata.

Uno dei Marasso salta dal tetto, atterrando rumorosamente e spaccando il pavimento. Si erge sulla strada della vecchietta, muovendo la lingua meccanica biforcuta.

La donna non sembra minimamente spaventata, nemmeno quando la sua strada è sbarrata da una mano con lunghi artigli neri.

-Sì, tu andrai bene…

Afferra il braccio del robot, che si divincola. La potenza dei suoi muscoli artificiali dovrebbe essere sufficiente a strappare il braccio della donna… che invece non solo resiste, ma apre la bocca per rilasciare un parassita alieno.

“Marasso” non è abbastanza veloce da evitare che l’extraterrestre si introduca nelle sue fauci, facendosi strada tra i sistemi interni ed entrando nel suo cervello.

Il robot si divincola, e la donna perde i sensi. Un dispositivo all’interno del suo collo lancia un segnale d’allarme… dispositivo che il robot si strappa con i suoi stessi artigli, gettandolo in strada.

-C’è un cervello sintetico qui dentro… componenti organici… non ho mai visto tecnologia così avanzata sulla Terra…

La stazione è ormai circondata di personale dell’esercito, ed il cyborg è costretto ad una ritirata. La stazione è deserta al suo arrivo, ma alcuni treni sono pronti alla partenza.

Entra in uno di essi spaccandone i vetri, cercando di ricordare le informazioni che ha assorbito da tutti gli umani che ha posseduto fino ad oggi.

Ci vogliono alcuni minuti, ma finalmente capisce come fare a scappare. Ed il diretto Kiev-Mosca inizia a muoversi con un solo, strano passeggero.

 

Isole Fiji, Oceano Pacifico

Ancora con addosso soltanto un paio di boxer, Switch sta trascinando Turbine verso la spiaggia per tentare la fuga. Una donna in costume metallico nero li segue, ancora più lentamente e in silenzio.

-Perché non ci teleportiamo ? – chiede il mutante.

-Non ci riesco… deve aver alzato un qualche campo di forza sull’isola, non posso uscire. E non mi sono portato armi !

Come in risposta alla protesta, la donna lancia un paio di raggi laser sul loro percorso. Switch lascia andare Turbine, e si avvicina a lei.

-Senti, stronza, io non so chi cazzo ti credi di essere ma…

Un altro raggio laser, questa volta bloccato da un portale di teletrasporto che non conduce a nessun luogo.

-Giustizia deve essere fatta.

-Qualunque sia il tuo prezzo, forse possiamo pagarti di aaahh !!! – si interrompe Switch, crollando a terra e coprendosi le orecchie per sbloccare il rumore assordante emesso dall’armatura della donna.

-Giustizia deve sarà fatta.

La donna prepara un altro colpo, puntando direttamente alla testa di Switch. Turbine aziona una delle lame rotanti dei suoi guanti, lanciandola verso la sua testa come se fosse un frisbee… che rimbalza inutilmente contro un campo di forza.

-D’accordo, facciamo giustizia allora – ringhia Switch, afferrando un mucchietto di sabbia e lanciandolo contro l’assalitrice, che naturalmente non si disturba ad alzare un campo di forza.

Se ne pente presto, perché una miriade di portali di pochi centesimi di millimetri catturano la sabbia e la depositano nel suo addome. La distrazione dura poco, ma è un’eternità per Turbine che fa un tempo a lanciare una lama con una mano mentre rotea l’altro braccio per formare un piccolo tornado.

Lo spostamento d’aria accelera la lama rotante; il campo di forza si attiva, ma un portale di teletrasporto permette all’attacco di passare oltre giusto in tempo.

La donna non si lascia scappare un grido di dolore quando la lama si conficca nella sua maschera, aprendo una piccola fessura. Switch le salta addosso, colpendola con il pugno più forte che possa dare; quasi si rompe le ossa, ma ne fa seguire un altro.

-Tentativo inutile. Non potete rimandare il vostro destino.

Afferra uno dei pugni di Switch, piegandogli il braccio nel modo più doloroso possibile…ma Edward Freeman stringe i denti, ed affonda le dita dell’altra mano nella crepa che si è aperta nel casco.

Si sente il rumore delle sue ossa che si rompono, mentre la maschera crepa… mostrando il volto di una giovane donna calva, ricoperto di dispositivi elettronici che tra le altre cose le spalancano gli occhi in un’espressione inumana.

-Path…finder ? – si meraviglia Switch.

-Non più.

I sistemi d’arma si preparano a disintegrare la testa del teleporta, che invece chiude la bocca e la gonfia come se si stesse riempiendo. La reazione sembra incuriosire la cyborg, che aspetta un secondo di troppo… durante il quale Switch le sputa in faccia il whiskey che ha teleportato dalla cucina.

-Sistemi organici… avaria… acuta… intolleranza chimica… fatal error… system… giustizia… giustizia…

La donna prima barcolla, i sistemi artificiali incapaci di funzionare quando il cervello della mutante va in iper-stimolazione… e crolla a terra.

-E’ lei ? Cosa diavolo le è successo !? – chiede terrorizzato Turbine.

Switch si abbassa per controllarne l’identità… per quanto deturpato, una cosa è certa: è esattamente il volto di Pathfinder.

-Non ne sono sicuro… ma questo decisamente non è il posto per parlarne.

E finalmente, sull’isola appare il tanto sperato portale di teletrasporto.

 

Camera Oscura

James Saunders si risveglia in una stanza priva di luce, braccia e gambe immobilizzate da pesanti blocchi di metallo. Il suo costume da Speed Demon è stato rimosso, e quando prova a vibrare le proprie molecole a super-velocità scopre di non poter usare i suoi poteri.

-Dove sono ? Che sta succedendo !? – grida.

Una luce rossa si accende sul soffitto, unica flebile fonte di luce.

-Giustizia. Mister. Sanders. Stia. Calmo. Non. Ricorderà. Alcun. Dolore.

-Chi sei ? Perché parli in questo modo !? Lasciami andare o te ne pentirai !!!

-Il. Suo. Odio. E’. Appropriato. Odio. L’unica. Cosa. Che. Mi. Ha. Tenuto. In. Vita. Tutti. Questi. Anni.

Numerosi strumenti meccanici si muovono da soli, avvicinandosi al corpo del criminale inerme che si divincola inutilmente.

-No ! Ti prego, no !

-Imparerai. A. Odiare. Come. Nessuno. Ha. Mai. Odiato. Prima. Credimi. E’. Salutare.

Le urla di dolore non hanno alcun effetto sulla mente dietro la luce rossa… se non ad accentuare il suo desiderio di giustizia. E vendetta.

 

Bunker di Emergenza della Villains LTD

Switch esce da un portale di teletrasporto, trascinandosi dietro una Pathfinder priva di sensi ed un Turbine con numerose ferite alle gambe.

-Hey ! Cosa si deve fare qui per avere un cazzo di dottore !?

Infatti le prime persone che si ritrova davanti sono due guardie armate, che pur riconoscendolo puntano le proprie pistole verso la donna.

-Fermi ! E’ viva a malapena… chi è che comanda qui ?

-Abbassate le armi – comanda Miss Link, facendosi spazio tra le guardie e facendo segno loro di andarsene.

-Link ? Che è successo ? Non sono riuscito a tornare alla Sede…

-Grazie al cielo, credevo foste tutti morti – lo saluta la donna, abbracciandolo molto più per disperazione che per inesistente affetto.

-Hey, io sarei in fin di vita qui… neanche un piccolo abbraccio ? – si lamenta Turbine.

 

Pochi minuti dopo, l’infermeria è già al completo. Dall’altra parte di un vetro antiproiettile, Switch osserva i chirurghi all’opera per salvare la vita di DeCeyt ed il medico che sta litigando con Turbine per l’impossibilità di sedarlo.

Ma anche se preoccupati, né lui né Link stanno guardando i loro attuali colleghi. Sono più intenti a studiare l’unico altro medico presente, intento a staccare l’esoscheletro che ricopre Pathfinder e a constatare che tutto il suo corpo è ricoperto di meccanismi e organi artificiali.

-Come è possibile ? Dovrebbe essere alla Volta ! – protesta Freeman, ora nel suo costume ma senza la maschera.

-Il suo corpo è scomparso durante l’evasione del mese scorso – risponde l’Imperatrice.

-Che cosa !? Non ne ho saputo niente !

-DeCeyt ha immaginato che la notizia avrebbe… profondamente colpito la squadra, rendendola più vulnerabile. Sono certa che capirà.

-No, per niente… ma non ha importanza, per adesso. Come sta il vecchio ?

Link accarezza il vetro, guardando il professore e sospirando. Switch sospetta che i soldi non siano l’unico motivo per cui lo segue fedelmente…

-E’ a un passo dalla morte. Ho rallentato l’emorragia con i miei poteri, ma il suo cuore si è fermato per parecchi minuti… il suo cervello non ha ricevuto ossigeno per troppo tempo.

-Cioè potrebbe avere danni cerebrali ?

-Secondo il dottore è inevitabile… i referti medici su DeCeyt erano segretati, ma sembra si fosse sottoposto a un’enormità di esami. Non escludo che avesse previsto questa eventualità.

-Speriamo. Link… sei l’unica ad avere il quadro generale. Quanto è brutta la situazione ?

-In una scala da uno a dieci, direi circa trecento.

 

Il bunker segreto è comprensibilmente piccolo, quindi bastano pochi passi per passare dall’infermeria alla stanza dei controlli… le cui dimensioni, tutto considerato, stupiscono ancora Switch.

Un tavolo rotondo a tredici posti, con al centro una V in rilievo, e due megaschermi su una delle pareti. Uno di essi si accende al loro ingresso, mostrando un planisfero ricoperto di dozzine di punti rossi.

-Questa è una mappa degli attacchi di cui abbiamo ricevuto conferma. Sono state colpiti tutti i centri logistici, tutti i sistemi secondari, tutti i nostri contatti con agenzie esterne, tutti i nostri complessi d’arma… nell’arco delle ultime due ore, abbiamo perso tutta la nostra struttura. Il 75% dei lavoratori non-superumani sono stati brutalmente uccisi, compreso l’intero sistema amministrativo.

-Ci stanno…sterminando… - resta a bocca aperta Switch.

-La loro prima mossa è stato disabilitare il GIN. Hanno sfruttato la nostra divisione in cellule separate, evitando che avessimo contatti tra di noi. Ogni vittima si è trovata sola, impossibilitata a dare l’allarme o a chiedere rinforzi. DeCeyt lo aveva previsto, utilizzando cinque sistemi di backup ridondanti. Sono stati tutti disabilitati… le probabilità di un attacco del genere erano a dir poco infinitesimali.

-Eravamo tutti sparsi ai quattro angoli del globo… chissà da quanto progettavano questo attacco… - si meraviglia Switch.

-Freeman, la nostra priorità è recuperare tutti gli agenti ancora vivi e portarli qui senza farci scoprire. Io intanto preparerò un piano di difesa…

-Frena un secondo, bella ! Protocollo o meno, tu non sei DeCeyt ! Cosa ti fa credere che ti seguiremo ?

-Il loro piano non è stato perfetto, Switch; hanno trascurato troppe cose. Abbiamo la possibilità di studiare Pathfinder, abbiamo solo bisogno di un po’ di tempo… pensaci bene: il nostro nemico ha raso al suolo una delle maggiori organizzazioni criminali internazionali nell’arco di due ore. Che speranze credi che avremmo, da soli ?

Switch stringe i denti, indossando la maschera. Peggio di così non potrebbe andare.

-Hai ragione. Dammi le coordinate dei sopravvissuti, vedrò cosa posso fare.

-Perfetto. Freeman ? Considera questa una promozione.

L’Imperatrice porge a Switch un’altra spilla a forma di V, e la unisce alle altre due fissate al suo costume nero.

 

Mosca, Russia

L’unica cosa che adesso Insomnia vorrebbe fare è poter correre il più rapidamente possibile, mentre una piccola folla di moscoviti controllati mentalmente la stanno accerchiando.

Ma la sua gamba destra è assolutamente priva di vita, per colpa dell’uomo in costume nero che si muove molto lentamente nella sua direzione.

-Chi sei ? Che cosa vuoi !?

-Giustizia, soltanto giustizia. E vendetta.

Anche l’altra gamba cede, e l’assassina crolla a terra. Afferra la pistola e la punta verso la folla in avvicinamento… o almeno ci prova, perché inizia a tremare in modo incontrollato.

La folla è su di lei, asfissiante e dagli sguardi privi d’espressione.

-Lo so per chi ti stai spacciando… Connor Mathers, il fratello di Pathfinder vero ? Ti abbiamo ucciso !!!

-Certo. E’ quello che vi ordina di fare, vero ? Di studiarci, di analizzarci, e poi gettare via i resti dei suoi esperimenti.

-Tu sei…morto…che mi stai…facendo ? – ansima l’assassina, mentre il suo respiro accelera ed il cuore batte anche più velocemente del normale.

-Posso controllare ogni movimento del tuo corpo. Quanto veloce può battere il tuo cuore senza scoppiare ? Quanto posso farti soffrire prima di avere la mia vendetta ?

-Connor…ti prego…basta…

-Non più Connor. Sinapsi. Giustizia sarà fatta, Insomnia.

Insomnia non sente più niente che non sia dolore… sta stimolando anche i suoi nervi, impedendo al suo cervello di spegnersi nonostante abbia superato di molto la sua soglia del dolore. E l’adrenalina nel suo corpo sale anche oltre quello che per lei è normale… tanto da poterla uccidere.

Tanto da darle la forza di muovere un braccio immobilizzato dal dolore.

Afferra il coltello nascosto nella sua cintura, e mette tutta la sua forza in un unico lancio… conficcando la lama proprio nella fronte di Sinapsi.

La reazione è istantanea: una scarica di energia elettrica attraversa il suo cervello, e la folla si ritrova improvvisamente padrona delle proprie azioni. Ancora dolorante, Insomnia si muove con fatica ed ignora la confusione della folla per recuperare l’arma e togliere la maschera all’uomo.

-Questo non è Connor… la sua energia lo possedeva. Potrebbe essere ancora vivo… non ho molto tempo…

Detto questo, l’assassina si confonde con la folla che fugge dalla stazione della metropolitana di Mosca.

 

Copenhagen, Danimarca

Switch esce dal portale di teletrasporto, seguito da uno Shades visibilmente frastornato. E’ già mattino inoltrato nella capitale, ed il sole illumina già il perimetro che la polizia ha alzato attorno al palazzo dove si trovano.

-Sicuro di stare bene ? – chiede il teleporta.

-Sarò vulnerabile alla luce, ma non basta un fiammifero ad uccidermi. Cosa ci faceva qui mia figlia ?

-Secondo Link, ha attraversato questo portale con Slim Snake poco prima dell’attacco… e sembra avessero compagnia: guarda là.

Due agenti della scientifica locale stanno analizzando un corpo robotico… un uomo-rettile di lucido metallo nero, a cui è stata staccata la testa.

-Guarda un po’ chi si rivede… ci penso io – dice Shades portando una mano agli occhiali da sole, immediatamente fermato da Switch.

-No, il nemico ti crede morto. Ci penso io a recuperarlo, lo farò sparire in un portale appena non guarderà nessuno… dopo essermi assicurato che non ce ne siano altri nei paraggi.

-Ed io cosa dovrei fare ?

-Se tua figlia è ancora viva, forse sei l’unico che può trovarla.

-Eclisse non è mai stata “viva”… - inizia a protestare Shades, scomparendo nella propria ombra.

 

Nel frattempo, nelle fogne della città, una mano artigliata afferra un topo. Il roditore cerca di scappare, prima di essere ingoiato intero da un Deviante affamato.

-Come fai a mangiare quella roba ? – chiede Eclisse.

-Ne vuoi un po’ ? So che non hai organi digestivi veri e propri, ma puoi sempre succhiare un po’ di sangue.

-Slim… apprezzo il pensiero, e capisco che non hai mai incontrato un vampiro prima d’ora… ma sarebbe semplicemente degradante.

-Come vuoi. A me piacciono. Sai, non mi dispiace nascondermi qui… mi ricorda molto Lemuria…

-La tua città natale ?

Slim annuisce, leccandosi le dita. Niente di paragonabile ai ratti di New York, ma come colazione vanno bene.

-Ti piacerebbe… non c’è mai il sole, tanto per cominciare. Il centro è piuttosto movimentato, ma le grotte sotterranee sono disabitate… a parte qualche coppietta innamorata e mostri cannibali. C’è un lago sotterraneo che ristagna da secoli… e fa parecchio freddo.

-Sembra un posto bellissimo. Come mai sei scappato ?

-Il regime di Ghaur. Non volevo diventare un sacerdote o un soldato, così me ne sono andato. A Lemuria il tasso di criminalità è così alto che non c’è nemmeno il gusto di fare un colpo e scappare senza che nessuno lo sappia… tu, invece ? Come sei finita nel giro ?

-Stai scherzando, vero ? Sono per metà vampiro e per metà demone, o quello che è Shades. E’ da quando sono nata che ci si aspetta che io diventi la prossima regina delle tenebre o cose così…

-Sai, conosco un passaggio sotterraneo che arriva a Lemuria passando dai tunnel dell’Uomo Talpa… dovrebbe esserci un ingresso a un paio di centinaia di chilometri da qui, che ne pensi ?

-Ho altri piani – risponde la voce di Shades, appena uscito da una delle ombre.

Eclisse si alza in piedi, senza guardare l’assassino.

-Come sempre, papà…padre. Andiamo ?

 

Bunker di Emergenza della Villains LTD

Turbine avvicina la sedia a rotelle al vetro antiproiettile, curioso di vedere che cosa stia succedendo all’occupante del letto che ha appena liberato.

-E’ davvero Marasso ? – chiede.

-Dipende da cosa intendi per “davvero” – gli risponde Slim Snake, che indossa ancora i vestiti sporchi di fogna.

-Che vuoi… cristo, potresti anche cambiarti…

-Volevo farlo, ma “l’Imperatrice” voleva un’analisi immediata del DNA di Pathfinder e di Marasso. Mi ci è voluto un secondo per copiare una parte del loro codice genetico…

-E allora ? Non tenermi sulle spine !

-Lei è Pathfinder, non ci sono dubbi. E’ impossibile duplicare del DNA mutante con questa precisione senza lasciare tracce, e non le ho viste. Marasso, invece, contiene componenti organiche clonate dall’originale, ma per il resto è in gran parte una copia robotica.  Pari all’originale, se non superiore…

-Incredibile. Qualcuno si è dato parecchio da fare per ucciderci, eh ?

-Questo è l’eufemismo del giorno – risponde l’Imperatrice del Crimine, avvicinandosi a passo svelto con una piccola scatola sottobraccio.

-Link… o dobbiamo chiamarti Imperatrice, adesso ? – chiede Turbine.

-Dopo aver ereditato la poltrona più scomoda del pianeta, non me ne può fregare di meno. Turbine, sei sollevato dai tuoi incarichi fino a data da destinarsi; appena Switch avrà recuperato gli ultimi agenti dispersi, ti manderò in una località sicura.

-Cosa !? Non è giusto !!!

-David, ti hanno rotto metà delle ossa delle gambe ed hai sette distorsioni. Anche con la tua velocità di guarigione, potresti non camminare per mesi. Slim, appena ti sarai lavato via quella schifezza andrai in missione in Inghilterra con Switch e chiunque riesca ancora a recuperare.

-In… Inghilterra ? Eclisse e Shades…

-Finché non avrò escluso la possibilità che ci sia Destino dietro agli attacchi non posso richiamare l’Uomo Radioattivo da Latveria, ed in mancanza del Laser Vivente è Shades il nostro uomo più potente. Ho bisogno di lui qui nel caso il nemico scopra anche questo rifugio. Ed avrò bisogno dei poteri ipnotici di Eclisse per interrogare Pathfinder.

-Che c’è nella scatola ? – chiede Turbine.

-L’arma del delitto – risponde l’Imperatrice aprendo il contenitore e mostrando il coltello da cucina – Vedete quell’incisione ? 03091796, credo stia per “nove Marzo 1796”… non avevo idea di cosa significasse finché non ho fatto un controllo. E’ la data del primo matrimonio di Napoleone. Forse una trappola, ma il nostro unico indizio.

-Non ho idea di chi sia – ammette il deviante.

-Credevo fosse francese. Perché li mandi in Inghilterra ? – è confuso il mutante.

-Perché lì è sepolta la moglie di DeCeyt. O almeno… spero che lo sia.

 

 

CONTINUA !